Cari colleghi,

come noto la Commissione incaricata di esaminare le domande di qualifica per l’acquisizione del titolo di Restauratore di Beni Culturali doveva terminare i lavori entro il 31 Maggio 2018.

In via ufficiosa, come reso noto da alcune organizzazioni sindacali dopo un incontro al Ministero, i lavori parrebbero conclusi.

Parrebbero, visto che da più parti ci viene segnalato, anche con riscontri oggettivi, che si continua a richiedere chiarimenti alle varie Soprintendenze sullo stato di alcune posizioni.

Come al solito nulla è dato sapere in maniera Ufficiale.

Non ci sono state note del Ministero, nessuna comunicazione, nessuna informativa per le migliaia di persone interessate. Ad oggi, e come costume consolidato, nessun organo ufficiale si è preso cura di comunicare alcunché in modo formale.

La nostra Associazione, come modus operandi, ha sempre diffuso, preso in considerazione ed eventualmente contestato le notizie e gli sviluppi della procedura basandosi su dati e fatti certi, e anche questa volta abbiamo scelto questa linea, malgrado le numerose voci e i comunicati che venivano pubblicati via web.

Abbiamo dunque pazientato ed atteso invano un comunicato ufficiale.

Per questo, insieme all’avvocato Celli, abbiamo deciso di diffidare il Ministero chiedendo di rendere noto se il lavoro della Commissione sia effettivamente terminato esigendo risposta entro trenta giorni dal ricevimento della nostra richiesta; in caso di mancato riscontro ricorreremo al giudice amministrativo per averne conto.

Testo della diffida inviata in data 29- 06-2018.

Conoscendo i tempi della pubblica amministrazione, inflessibili solo con chi ci si deve rapportare, memori degli anni trascorsi dall’inizio di questo calvario burocratico, dei rinvii e delle infinite proroghe succedutesi, memori soprattutto della precisione cronometrica e formale che ci è stata richiesta, crediamo che non si possa tergiversare oltre; la pausa estiva è alle porte e scivolare all’autunno è un attimo. E da lì a Dicembre...e poi chissà a quando.

Consideriamo irrispettoso questo silenzio ufficiale.

Consideriamo che sarebbe stato doveroso informare sui tempi e sull’iter futuro.

Pensiamo che potremmo essere di fronte all’ennesima dilazione temporale.

Crediamo che in qualsiasi contesto civile, un simile comportamento sia quantomeno inelegante.

Per non dire maleducato.

Speriamo di essere smentiti presto.

Sarebbe la prima volta.

Il Presidente

Andrea Cipriani